Fosco Bertani

Invito Bertani Front-Studio Manzoni

 

 

Scrive Carlo Franza

Artista lombardo già conosciuto dal pubblico per le sue forti indagini sul colore, sulle tecniche e sulle riflessioni di fondo cui poggiano tutti i suoi dipinti; riflessioni di ordine filosofico dettate sia dalle letture dei grandi della letteratura antica ma anche contemporanea. Ecco allora che qualsiasi visione, oggetti, piante, figure, paesaggio, appunti religiosi, diventa per l’artista lombardo esercizio di comunicazione, quasi di evangelizzazione, di canto novello del mondo intero, struttura- to fra spatola e pennello, che è il suo modo forte di tessere pittura. Nei paesaggi dove l’accensione dei colori e dei toni è tutto di impianto mistico, Fosco Bertani lascia leggere un rimando tutto francescano, dove pezzature di cielo e terre, colline, luoghi di preghiera e riflessione, terre d’Italia, si accer- tano come la parte migliore della sua produzione. E’ una pittura ossificata, essenziale, che non vive di decorazioni, coglie il cuore di ogni cosa, sicchè quest’ultimo capitolo artisti- co di Fosco Bertani è una piccola storia del paesaggio italiano e lombardo.

Biografia dell’artista

Fosco Bertani è nato ad Asola (Mn) nel 195I. Ragazzo, vive a Desio e frequenta la scuola di pittura di Vittorio Viviani a Nova Milanese. Ammira la pittura di Chagall e di El Greco. Compiuti gli studi classici a Monza, frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia a Milano fino alla scelta per la pittura nel ’73, quando si iscrive alla Accademia di Brera, cattedra del prof. Repossi e poi, a quella di Firenze, cattedra del prof. Trovarelli, dove si diploma nel ‘78, con una tesi finale sul Beato Angelico. Nel ’79 a Parigi studia la pittura degli ultimi anni di Cezanne. Nel frattempo ha conosciuto l’arte di William Congdon e ne rimane profondamente colpito. A Milano incontra e segue l’attività teatrale e critica di Giovanni Testori. Dopo il matrimo- nio si trasferisce nella campagna mantovana, per studiarne meglio il paesaggio. Nell’ 89 esegue un grande dipinto murale commissionato dall’architetto Sandro Benedetti a Roma nella chiesa di Sant’Alberto Magno. Nel ’96 torna in Brianza e da allora insegna discipline pittoriche stabilmente al liceo artistico statale “Fausto Melotti” di Cantù. Alterna la pittura di paesag- gio al ritratto. Ha tenuto mostre personali in più città italiane (Seregno, Asola, Lissone, Lavarone, Giussano, Mantova, Gazoldo degli Ippoliti, Monza, Lecco, Bresso, Milano, Bologna, Desio, Carrara, Volongo, Carpenedolo). Abita a Seveso (Mi). Hanno scritto di lui Renzo Margonari, Cecilia De Carli, Giorgio Mascherpa, Giuseppe Frangi, Paolo Biscottini, Camillo Ravasi, Renato Farina, Domenico Montalto, Carmine Benincasa, Gian Marco Walch, Rodolfo Balzarotti, Raffaele De Grada, Mariano Apa e Carlo Franza.

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