Kuturi

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Prende il via, all’interno dello Storico Ex Studio di Piero Manzoni in Via Fiori Chiari 16 a Milano, spazio significativo che segnò la ricerca e i nuovi svolgimenti dell’arte nel secondo dopoguerra, il nuovo progetto dal titolo “BELVEDERE” (Prima edizione 2018), un percorso artistico internazionale ideato e diretto dall’illustre storico dell’arte di piano internazionale Prof. Carlo Franza. Questa mostra dal titolo “Magnificat” è la quarta del nuovo percorso, ed è già una novità in quanto si veicolano a Milano nomi dell’arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti più intriganti del fare arte nel terzo millennio. L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “Magnificat”, riunisce una serie nutrita di icone e sculture dell’artista Kuturi, apparso agli occhi della critica italiana come uno dei più interessanti e propositivi dell’arte contemporanea, attivo nel clima analitico e del fondo oro, ed ancor oggi chiaro e cruciale interprete.

Scrive Carlo Franza nel testo: “Molti celebri artisti del contemporaneo hanno utilizzato il fondo oro, Lucio Fontana, Yves Klein, Remo Bianco, Ettore Spalletti, Giuliano Grittini, ecc.; tra questi anche Kuturi figura singolare del panorama artistico italiano dell’oggi, che mantiene una posizione assolutamente individuale, sviluppando un corpus di lavori che coniugano le memorie dell’arte antica e moderna, da Piero della Francesca a Giorgio Morandi, a Lucio Fontana. Quella di Kuturi potremmo definirla un’arte senza tempo, che assorbe la profondità della storia superandone la struttura cronologica e la movimenta muovendosi al confine tra bidimensionalità e tridimensionalità, fondendo tra loro pittura e scultura, tattilità e immagine, nell’immersione luministica dello spazio espositivo. In mostra nell’ex Studio di Piero Manzoni un’installazione di icone, che l’artista denomina “ossidate”, tableaux dorèe, espressione di un minimalismo ascetico capace di consegnarci una visione che si svela sulla traccia di impercettibili tensioni suggerite da un segno da una luce, decantate nella struttura e nel colore. La posizione di Kuturi nell’arte contemporanea è fra le più difficili, in quanto si delinea sulla traccia di un severo impegno estetico e morale. La sua ricerca procede per vie interne, con una continua messa in gioco della sensibilità e della coscienza, verso il traguardo di una verità poetica che, appunto, in quanto tale, è innovativa e rivoluzionaria. Le opere di Kuturi sono un’avventura nel campo dello spirituale. Anche nella forma del dittico e del trittico sapientemente modulato – che ci riporta alla ripartizione del campo pittorico delle pale d’altare rinascimentali – trasformata in un doppio campo monocromo la cui oggettualità è evidenziata dal corpo e dalla profilatura dei bordi con foglia d’oro, la materia riflette la luce, rendendo così l’opera sensibile alle condizioni dell’ambiente che la circonda e richiamando alla mente la spazialità spirituale e senza confini delle tavole medievali a fondo oro. La luminosità della foglia d’oro che, come un raggio sottile, adorna il recinto delle icone, evidenzia ulteriormente la qualità tattile del colore steso in superficie, una caratteristica sensibile che, insieme al nitore delle forme assolute dei dipinti, caratterizza profondamente tutta l’opera di Kuturi. E’ pur vero che l’artista esplora le potenzialità espressive del colore -in questo caso l’oro- attraverso una pigmentazione percettiva e viva, risultato di un procedimento in cui la pittura è mescolata a pigmento puro e gesso. L’impasto è poi steso a strati successivi e infine abraso, in modo da rendere la superficie pittorica allo stesso tempo con un senso di vissuto e carica di atmosfera e luminosità. Il colore così applicato intraprende un dialogo sensibile con la luce e ammorbidisce e smaterializza la geometria delle forme. Nonostante la predominanza della monocromia dorata, l’arte di Kuturi affonda le radici in una profonda tradizione analitica perché l’accordo formale scaturisce dalle inesauribili vibrazioni della scoperta, il tessuto filosofico si compone nel costante esercizio di una ferma coscienza dell’esistere”.

Biografia dell’artista
Salvatore Cuturi, (Napoli.1960), conosciuto nell’ambito artistico come KUTURI è un artista italiano. Si forma tra Napoli e Milano stabilendosi definitivamente nella città meneghina nel 1990. Da giovane. nel periodo partenopeo, si accosta agli studi di architettura, dopo aver conseguito il diploma di maturità, ma sceglie poi di dedicarsi definitivamente al suo percorso artistico lavorando, in contemporanea, nella bottega del padre artigiano acquisendo con maestria la lavorazione della foglia oro. Con la pittura raggiunge da subito anche un ottimo livello nell’ambito figurale iperrealista. Frequenta l’entourage del gallerista Lucio Amelio, ed entra in contatto con personaggi come Andy WARHOL e Joseph BEUYS. Alla fine degli anni Ottanta dopo approfonditi studi sul Caravaggio, diventandone profondo conoscitore, e tre anni di studi biblici vive una profonda crisi personale. Data cruciale per la vita e l’arte di KUTURI, è stata quella del 19 luglio 1990, dalla quale, a circa trent’anni, dando ascolto a suo padre e affrontando drammatiche vicissitudini, si trasferisce a Milano, dove ora vive e produce. All’alba del terzo millennio, dopo aver conosciuto a Parigi Armand Pierre Fernandez, noto come ARMAN e figura del Nouveau Réalisme, Kuturi avvia un capitolo nuovo nella sua produzione artistica. Nel 2006 fonda a Milano nel quartiere Isola, Arte Zara LabGallery insieme di atelier e galleria, dove produce e commercializza i suoi lavori in modo indipendente. Nel 2017 ha tenuto una mostra personale dal titolo “Oxidium, oltre l’icona” al Museo Pan di Napoli, presentato da Andrea Del Guercio. Nel 2018 è con una personale dal titolo “Magnificat” nell’Ex Studio di Piero Manzoni a Milano presentato da Carlo Franza.

Biografia del curatore
Carlo Franza, nato ad Alessano-Lecce nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana, Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l’Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista e opinionista, Critico d’Arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, poi a Libero fondato e diretto da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la sua rubrica “Scenari dell’arte”. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d’Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma nella Biblioteca Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte.

 

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