Piero Manzoni

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Nasce nel comune di Soncino nel 1933 da una famiglia nobile, figlio di Egisto dei conti Manzoni, originario di Lugo (RA) e di Valeria Meroni, originaria di Soncino. A Milano, terminati gli studi classici presso i Gesuiti, nel Liceo Leone XIII, dove suoi compagni di scuola furono Nanni Balestrini e Vanni Scheiwiller, si iscrive alla Facoltà di Legge dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

A Milano, durante il periodo fervido delle avanguardie, dove si sviluppa la sua ricerca artistica, Manzoni stringe rapporti con Lucio Fontana, fondatore dello spazialismo, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Arturo Vermi e molti altri.

Ai giorni nostri le sue opere hanno acquisito un altissimo valore, sia storico che monetario, ma lo stile provocatorio e una condotta di vita di eccessi portarono l’artista a passare lunghe notti a vagare per le vie di Brera e al Bar Jamaica, allora centro di ritrovo di artisti amanti delle grandi bevute e delle fitte discussioni.

Non per nulla, egli ha segnato l’evoluzione dell’arte concettuale contemporanea con uno stile radicale e schietto, burlandosi del mercato dell’arte e oltrepassando la superficie del quadro.

Tra i suoi lavori più importanti troviamo “Achrome”, “Linee”, “Fiato d’artista” e la serie di “Merda d’artista”.

Numerose sono le pubblicazioni bibliografiche redatte dopo la sua morte, avvenuta nel suo studio il 6 febbraio del 1963 a causa di un improvviso malore.

Tra queste ricordiamo “Piero Manzoni” catalogo generale (Prearo Editore 1973),“Piero Manzoni” (Edizioni Charta, 1998) , “Manzoni” (Electa, 1992) e “Piero Manzoni” (Skira, 2004) a cura di Germano Celant.

Recentemente il Comune di Milano gli ha reso doverosamente omaggio con una grande mostra retrospettiva, in concerto con la Fondazione Piero Manzoni, a Palazzo Reale (26 marzo-2 giugno 2014).